mercoledì 23 aprile 2014

25 aprile: presidio alla Fiera degli uccelli di Arzignano (VI)


La città di Arzignano (VI) il 25 aprile celebra in modo incomprensibile la festa della Liberazione: da ormai 33 anni si svolge la Fiera degli Uccelli [ingabbiati], creature nate per avere a disposizione il cielo intero rinchiuse in minuscole gabbiette e mostrate al pubblico senza nessun pudore.
Questa è solo una delle tante manifestazioni svolte in Italia nei luoghi dove è forte la pratica della caccia da appostamento. Con questo tipo di caccia gli uccelli sono usati per attirare i consimili in migrazione; vengono incitati a cantare con pratiche innaturali e, soprattutto, vengono rinchiusi a vita in gabbiette dove non potranno nemmeno aprire completamente le ali.
La pratica dell’uccellagione (la cattura degli uccelli ad uso di richiamo) e la successiva detenzione in piccolissime gabbie è contraria alle normative europee sulla tutela e conservazione dell’avifauna, ciò nonostante alcune regioni italiane permettono questa barbara usanza.
Ma c’è un aspetto ancor più grave: durante queste fiere tutto è trasformato in divertimento, in una gran festa per le famiglie.
Sono esposti animali da “compagnia”, animali “da cortile”, piante e ortaggi, abbigliamento e attrezzature per bricolage.
Passa l’idea che il nostro rapporto con gli animali si possa realizzare attraverso la loro prigionia e detenzione; i bambini imparano a conoscere gli uccelli …attraverso le sbarre, a considerarli merce da acquistare e portare a casa, senza altri pensieri.
Dall’edizione 2012 gli attivisti locali hanno iniziato a dimostrare il proprio dissenso, con striscioni, affissioni a tema e presidi di protesta all’ingresso della fiera.

Il 25 aprile 2014 avrà luogo, dalle ore 9 alle ore 13, una manifestazione di protesta all’ingresso (Parco dello Sport, ingresso lato piscine) della 33° Fiera degli uccelli di Arzignano: un presidio pacifico per dire NO all’ennesima sagra della gabbietta, per un 25 aprile davvero degno di tale nome anche per gli animali.
LA LIBERTÀ È UGUALE PER TUTTI. 

Per maggiori informazioni sul presidio 2014 alla Fiera degli uccelli di Arzignano vai all'evento Facebook

Iniziativa promossa 
dall'Associazione Culturale MENEGO MAISTRO 
in collaborazione con:
AFVG Animalisti Friuli Venezia Giulia
CPV Coordinamento Protezionista Veneto
LAC Lega per l'Abolizione della Caccia
LAV Lega Anti Vivisezione
OIPA Organizzazione Internazionale per la Protezione Animale
LIPU Lega Italiana Protezione Uccelli Veneto


La fiera degli uccelli di Arzignano (VI) from Animalisti FVG on Vimeo.



Andrea Zanoni vs la fiera uccelli di Arzignano from Animalisti FVG on Vimeo.

lunedì 21 aprile 2014

Replica alle dichiarazioni del Sindaco Pedrotti a TelePordenone




Dopo l’offensiva dell’ente circhi contro i comuni che hanno in qualche modo cercato di ostacolare l’attendamento di spettacoli con animali, e i conseguenti ricorsi ai tribunali amministrativi, che hanno evidenziato l'incompatibilità dei divieti con la normativa nazionale, il circo con animali (dopo dieci anni di assenza) è tornato ad essere una triste realtà anche a Pordenone. 
Dell'attendamento del Circo Millennium di Viviana Orfei non ci si scorderà facilmente, e di certo non se ne scorderanno i cinque ragazzi aggrediti e picchiati dai circensi domenica 30 marzo.
  
Siamo consapevoli del fatto che il Comune, dopo la sentenza sfavorevole del TAR del Friuli Venezia Giulia, non avesse altra strada che quella di concedere l’attendamento.
Tuttavia la nostra sensazione, non ce ne voglia il primo cittadino di Pordenone, è che da parte dell'Amministrazione si sarebbe potuto fare molto di più, in primis dando (a questo circo e a quelli a venire) un chiaro e pubblico segnale sulla posizione morale in merito a questo genere di spettacoli, basati sullo sfruttamento e sulla mercificazione degli animali.

Dopotutto questa presa di posizione pubblica è stata una realtà in altri comuni, uno fra tutti quello di Brindisi, grazie alla tenacia e all'impegno del Sindaco Consales.
Anche il Sindaco di Udine, Furio Honsell, ha intrapreso una strada virtuosa, appellandosi direttamente al circo con animali attendato nel suo comune:

Egregio Direttore,
il Comune di Udine ha più volte manifestato in passato l’intenzione di non ospitare più, sul proprio territorio, circhi che utilizzano animali.
Molti nostri concittadini ritengono infatti che lo “sfruttamento” di altri esseri viventi a fini di spettacolo sia qualcosa di eticamente riprovevole e, come Sindaco, mi sono fatto anche in passato promotore di questo sentimento collettivo.
Al di là del fatto che la normativa nazionale purtroppo non proibisce lo sfruttamento di animali a fini di spettacolo, credo che voi possiate consapevolmente e liberamente scegliere di fare spettacolo sul nostro territorio comunale in altro modo; fra l’altro numerosissimi sono nel mondo gli esempi di circhi di grande successo che non sfruttano in alcun modo animali per procurare divertimento.
In questo senso, interpretando il sentimento di molti nostri cittadini, La invito pertanto a voler organizzare il vostro spettacolo in modo tale da evitare l’utilizzazione degli animali per puro divertimento.
La ringrazio anticipatamente per quanto Ella vorrà fare in questo senso.
Cordiali saluti
Il Sindaco
Furio Honsell

Il Sindaco di Pordenone, da noi sollecitato in numerosissime occasioni a una presa di posizione in questo senso, non si è espresso pubblicamente e personalmente né prima né durante l'attendamento del circo Millennium. Il silenzio è stato rotto- per forza di cose- solamente il giorno successivo all'aggressione, con questo intervento negli studi di TelePordenone. Ve lo riproponiamo, cogliendo l'occasione per replicare a due sue dichiarazioni. 

Sindaco Pedrotti : "Siccome avevamo chiesto di non essere soli in questo ricorso al Tar e di avere l’appoggio delle associazioni animaliste, ma loro non ci sono state. Sono state presenti in altre città in ricorsi analoghi, ma non con noi."

Crediamo che il Sindaco non sia stato bene informato, da chi di competenza, in merito alla questione del ricorso al TAR.
Per dovere di chiarezza teniamo a precisare che, nelle sedi di concertazione con il Comune, le associazioni animaliste avevano chiaramente invitato l'Amministrazione a non perseguire la strada del ricorso al TAR, ritirando in autotutela l'art.19 del Regolamento Comunale tutela animali (per poi redigere un nuovo art. 19).
Questo consiglio, non seguito dal Comune, era dettato dalla consapevolezza dell'esito pressoché scontato del ricorso: da tempo, infatti, i TAR di altre regioni hanno accolto i ricorsi effettuati dai circhi con animali, annullando i divieti di attendamento in diverse città italiane.


Sindaco Pedrotti : "(...)Che ci sia un’azione più precisa dal punto di vista di tutte le associazioni in Italia, attraverso uno dei nostri parlamentari sia Italiano sia esso un’Europarlamentare di fare in modo che questa diventi una norma di legge."

L'auspicio del Sindaco è assolutamente condivisibile; tuttavia limitarsi a delegare questo compito alle sole associazioni è a nostro avviso riduttivo. Anche un primo cittadino, infatti, può muoversi in questo senso tramite strumenti parimenti efficaci, sollecitando l'ANCI (Associazione Nazionale dei Comuni Italiani) affinché quest'ultima chieda al governo una modifica della legge nazionale che porti al divieto di utilizzo degli animali nei circhi, come già accade in altri paesi europei e mondiali. Al Comune, a suo tempo, avevamo chiesto anche questo; ci auguriamo che il Sindaco Pedrotti voglia, soprattutto alla luce di quanto accaduto a Pordenone, raccogliere finalmente questo invito, rapportandosi sia con l'ANCI che con quei sindaci "virtuosi" che stanno dando, nonostante le sconfitte al TAR, un segnale importante e incoraggiante contro lo sfruttamento degli animali nei circhi.  

sabato 19 aprile 2014

Ricordi di un presidio, ricordi di un'aggressione

Pordenone-presidio al circo di Viviana Orfei
domenica 30 marzo 2014
Raccogliamo e pubblichiamo tre brevi testimonianze sul presidio di domenica 30 marzo contro l'attendamento del circo di Viviana Orfei a Pordenone, terminato con l'aggressione di alcuni circensi ai danni di cinque attivisti.
Crediamo sia importante non dimenticare, anche se per chi c'era- e soprattutto per i ragazzi che hanno subito questa violenza- è sempre difficile e doloroso ripercorrere quei momenti. Assieme a noi, a manifestare per la libertà degli animali, c'erano ragazzi e ragazze, donne e mamme, cittadini di Pordenone e persone venute da altre città della regione, alcune delle quali alla loro prima esperienza di presidio animalista. Desideriamo cogliere questa occasione per ringraziarle pubblicamente.
   

MASSIMO
Quella maledetta domenica non la scorderò mai e solo oggi, a più di due settimane dai fatti, trovo la lucidità necessaria per descrivere quanto ho visto quel giorno.
Si era trattato di un presidio come tanti altri e tutto rientrava nella routine di questo tipo di eventi.
Era bello vedere e sentire tante persone chiedere, con una voce sola, gabbie vuote e animali liberi. 
Tra di noi avevo notato anche una giovane mamma in attesa, con un bel pancione, il suo compagno e un bambino che giocava nel piccolo spiazzo d’erba attiguo al luogo del presidio: l’immagine di questo bambino e della sua mamma mi avevano lasciato la rassicurante sensazione di un mondo diverso che stava arrivando.
Quel pomeriggio non erano mancati momenti di tensione: un’attivista, dopo avere ottenuto l’autorizzazione degli agenti della Questura presenti sul posto, aveva attraversato la strada per dare qualche volantino al pubblico che arrivava, in un punto distante dal circo ma visibile dalla nostra posizione. Dopo pochi minuti due circensi si muovevano con rapidità, uno in particolare verso di lei; vedendola sola, alcuni di noi si avvicinavano per darle supporto in caso di necessità, non cercando alcuno scontro ma solamente per evitare che vi potessero essere intimidazioni nei suoi confronti. In pochi attimi il circense spintonava bruscamente uno dei ragazzi intervenuti a difesa dell'attivista che volantinava e di un'altra attivista, accorsa in aiuto.
Un momento di tensione che fortunatamente era rientrato senza ulteriori conseguenze, o almeno così ho pensato.
Durante tutta la durata del presidio non sono mancate nemmeno le provocazioni dei circensi: alcuni di loro, dall'altra parte della strada, ci indirizzavano gesti offensivi con il dito medio e altri gesti, allusivi su un eventuale regolamento di conti.
Nessuno di noi dava eccessivo peso a questi atteggiamenti: dopotutto eravamo abituati a ricevere questo tipo di violenza e questo disprezzo da parte del personale dei circhi, per cui tutto ci faceva pensare che la cosa si sarebbe conclusa lì.
Purtroppo così non è stato.
Terminato il presidio ci siamo salutati e abbiamo raggiunto tutti le nostre auto.
Mi allaccio la cintura, sono seduto dietro e prendo il cellulare per vedere se nel frattempo sono arrivati dei messaggi. All’improvviso sento la ragazza alla guida gridare qualcosa che al momento non comprendo; la sento fermare l’auto con una brusca frenata  e vedo scendere di corsa sia lei che mia moglie.
Scendo anch’io e vedo molta gente correre verso la strada. Mi chiedo cosa diavolo possa essere successo, la prima cosa che mi viene in mente è che possa esserci stato un incidente stradale.
Sono bastati pochi secondi per capire di cosa si trattava.
Sotto i miei occhi Daniela giaceva sull’asfalto, Nik piegato in due dal dolore era fermo sul bordo del marciapiede, Sami piangeva e si teneva il braccio, Gigi frastornato con il sangue che gli usciva dalla bocca, e Fede li vicino.
E poi ho visto loro- i circensi- che trattenuti con difficoltà dagli agenti inveivano contro di noi; ho visto l’odio nei loro occhi, una violenza che siamo abituati a vedere solo al cinema era davanti a me, e ancora non capivo il perché di tutto questo...cosa poteva essere successo se solo pochi minuti prima stavamo andando via tutti ?
Chi era al telefono cercando di contattare il 113, chi cercava di aiutare le persone aggredite, chi cercava di capire il motivo di questa inaudita violenza che si era scagliata contro di noi. Anch’io cercavo di capire e vedevo la disperazione attorno a me, senza riuscire a farmene una ragione.
Solo dopo, parlando con i ragazzi aggrediti e avuto il tempo di capacitarmi di ciò a cui avevo assistito, ho compreso la gravità di quanto accaduto. Una vera e propria spedizione punitiva ad opera dei circensi, aggravata dalla premeditazione. Hanno atteso il momento propizio, quando ormai eravamo separati e del tutto ignari del pericolo, per dimostrare la loro cieca violenza.
Violenza che nulla potrà mai giustificare- mi ero detto- ma ancora una volta mi sbagliavo. La macchina del fango era pronta con la chiave inserita nel cruscotto, ma questa è un’altra storia.
Massimo Lo Scavo

YLENIA
Un giorno, quando ero piccina, stavo camminando mano nella mano con la mia nonna. Era una persona speciale, sempre ottimista, sempre operativa.. non si limitava a predicare il bene, lei lo compiva ed è stato un grande esempio per me. Le chiesi perché al mondo c’erano tante crudeltà contro chi è debole e indifeso, perché se davvero esisteva Qualcuno di buono e immenso non lo impediva, non interveniva prendendo le difese di chi non aveva voce per ribellarsi. Lei mi rispose: “non è indifferente, ha creato te perché tu possa agire, è tuo dovere ribellarti verso le ingiustizie ”.
Questo bel messaggio me lo sono tatuato nel cuore e in queste brevi righe è spiegato il motivo per cui ho deciso di partecipare al presidio contro il circo Orfei. Non per offendere, non per mancare di rispetto a nessuno (sono state dette e scritte tante idiozie contro gli animalisti da persone che hanno voluto però rimanere nell’anonimato.. non credeteci!! ), ma per cercare con i miei semplici mezzi di fare una piccola differenza, di lottare per chi per se non poteva farlo. Volevo esprimere un mio pensiero..sperando che qualcuno lo cogliesse.
La mia è stata una scelta comunque ponderata, volevo capire fino in fondo la realtà del circo e sono andata di persona a vedere gli animali nelle gabbie..  che profonda tristezza ho provato. Trovarmi occhi negli occhi con queste  creature sofferenti, frustrate, castrate da una SUPERBIA che spinge l’uomo a pensare di avere diritto su tutto e tutti, soprattutto sulla vita di chi è indifeso, mi ha scosso profondamente.. Basterebbe che l’uomo avesse più buon senso: “non fare agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te”.. e nel nostro mondo ci sarebbe molto più rispetto. Prigionie come i circhi e gli zoo sparirebbero all’istante.
Chi vorrebbe passare la propria vita in gabbia?!?
A chi dice che gli animalisti hanno mancato di rispetto e che hanno provocato la rissa replico che MAI e ribadisco MAI ho sentito insulti e minacce.. da parte nostra la manifestazione è sempre stata pacifica. Concludo facendo un appello a tutti coloro che amano gli animali e sono contrari a queste forme di schiavitù: Fatevi sentire!

Non pensate che il vostro contributo sia ininfluente, non è così.
La realtà di oggi può cambiare, ne sono convinta.. dipende solo dalla nostra volontà e capacità di andare controcorrente. In questi giorni in tanti mi hanno criticato e deriso per aver partecipato al presidio, ma io sono felice di averlo fatto e lo rifarei cento volte.
Ero lì a lottare per ciò in cui credo e questo regala pace al cuore.
Esprimo un pensiero affettuoso verso chi è stato picchiato.. non lasciatevi atterrire e non perdete il vostro coraggio.. Amare è un verbo e richiede un’azione: voi dovete rialzarvi e tenere fede al vostro impegno. “Il diavolo fu condannato per superbia e chi monta in superbia si fa simile al diavolo, cadendo di conseguenza nella sua stessa condanna." (Francesco Bamonte)

ELENA
Questa sera, mentre tornavo a casa, ho visto un cane ed il suo padrone che passeggiavano insieme, e quando il cane si è voltato a guardare il padrone lui gli ha fatto un sorriso a trentadue denti, e il cane dio che contento che era, era felicissimo e fiero di essere li con il suo grande amico, ecco cosa vorrei ricevessero sempre gli animali, qualsiasi animale nessuno escluso: AMORE, AMORE E SEMPRE AMOREEEEE.
Ecco perché per la prima volta ho partecipato al presidio contro il circo Orfei a Pordenone e lo rifarei un miliardo di volte ancora, e ogni sera per almeno un attimo penso che vorrei essere ancora li con il mio cartello in mano a protestare contro quella tortura, si perché reputo tale togliere ad ogni animale la propria libertà di poter essere libero nel suo habitat naturale invece che essere ridicolizzato e umiliato per nostro piacere. 
Ringrazio quindi tutti i partecipanti e gli organizzatori per come hanno portato avanti un presidio pacifico e vorrei esprimere tutta la solidarietà ai ragazzi che sono stati selvaggiamente picchiati dagli addetti del circo l’ultima domenica del presidio, non voglio dire ulteriori parole in merito a quell’episodio in quanto so che sarebbero fraintese e modificate da tutti quelli che per loro interessi stanno sotterrando la cosa o peggio ancora non le stanno dando la gravità che merita.
Quello che è successo lo so perché io come tanti altri ero li a pochi metri e la RABBIA e l’ODIO che ho visto in quelle persone credo non la dimenticherò mai, CORAGGIO RAGAZZI UN’ABBRACCIO ENORME e sono sicura, anzi sicurissima, che ognuno prima o poi raccoglie quello che da, se dai amore ricevi amore, se dai odio ricevi odio. 
Concludo dicendo ANIMALI LIBERI SEMPRE e OVUNQUE, e a voi del circo dico non mi siete mancati e mai- dico mai- mi mancherete. 

mercoledì 16 aprile 2014

Campagna per una direttiva a tutela degli animali d'affezione


Sul web c'è un nuovo modello di partecipazione attiva che consente di sostenere - con pochi gesti semplici e con cifre anche modeste - iniziative che meritano attenzione e impegno.
Che si tratti di iniziative culturali, sociali, per la tutela dell'ambiente, per la ricerca scientifica o per la realizzazione di nuovi prodotti tecnologici, il web consente di sostenere, anzi di dare energia libera a progetti in ogni parte del mondo e da ogni parte del mondo.
Il Crowdfunding è, per questo, sinonimo di indipendenza, libertà di scelta, coscienza sociale ed etica attiva; anticipa le tendenze anzi le determina: con il Crowdfunding si possono dare segnali chiari al mercato, alla politica, alla società.

SÌ A UNA DIRETTIVA A TUTELA DEGLI ANIMALI D'AFFEZIONE
I troppi casi di maltrattamenti e di uccisioni di animali, in particolare di randagi, ci portano inevitabilmente a concludere che la sola via per garantire loro dignità e tutela in tutta l'Europa è: l'introduzione di un'apposita direttiva UE.

Da molti anni in Romania, Spagna e Paesi balcanici vengono portate avanti, da parte delle autorità, politiche di sterminio attraverso metodi atroci come avvenuto ad esempio prima dell'inizio di grandi eventi sportivi internazionali come quelli di Pechino, Sochi e Kiev. Anche in Italia, animali abbandonati sulle strade, e spesso raccolti in canili più o meno abusivi: lager a gestione mafiosa mossi dal solo interesse economico.

Occorre introdurre regole semplici e chiare:
1 il divieto assoluto di uccisione e abbandono degli animali
2 il controllo dei randagi attraverso pratiche di sterilizzazione e l'obbligo di microchip.

Vogliamo che l'Unione europea emani una direttiva che obblighi gli Stati membri ad assicurare agli animali d'affezione la giusta tutela.
Sarà un passo decisivo che dall'Europa influenzerà anche altri stati nel mondo.

Perchè partecipare a questa campagna?
Perchè tutti i fondi raccolti dall'Associazione Fattore Z saranno utilizzati per portare avanti, su più fronti, campagne di sensibilizzazione dell'opinione pubblica e soprattutto per fare in modo che Andrea Zanoni, il cui infaticabile lavoro in Europa è noto a tutte le persone che condividono le nostre passioni, possa continuare a conseguire risultati concreti.

martedì 15 aprile 2014

Circhi con animali: lettera di Annamaria Manzoni al Ministro dell'Interno

Il circo a Pordenone - marzo 2014

Pubblichiamo con piacere la lettera della Dott.ssa Annamaria Manzoni, psicologa e psicoterapeuta, al Ministro dell'Interno Alfano. Cogliamo l'occasione per ringraziarla del sostegno e della vicinanza dimostrati in occasione dei fatti accaduti a Pordenone.

Al ministro degli interni
Dr. Angelino Alfano

Lettera aperta

Gent. Ministro,
a proposito dei recenti fatti di Pordenone, che hanno visto l’incredibile attacco da parte di circensi del circo Millennium contro alcune persone, donne e uomini, ree di  manifestare del tutto pacificamente contro l’uso e l’abuso degli animali nel circo, non entro nel merito della necessità che tali atti di violenza siano debitamente stigmatizzati, perché non ho alcun dubbio che la giustizia farà il suo corso.
Né voglio aggiungere informazioni a quelle che di certo Lei ha già in suo possesso: vale a dire che gli spettacoli circensi sono quanto viene offerto al pubblico, mentre  vengono tenuti nascosti, se mai conosciuti solo grazie a filmati in genere clandestini, gli orridi metodi per ridurre all’obbedienza animali nati per essere liberi, metodi che si servono di piastre infuocate, fruste, indebolimento attraverso la non erogazione di cibo e acqua, e avanti con una casistica degna del miglior film dell’orrore.
Mi permetto invece di esprimermi solo in merito a quanto è di mia competenza quale psicologa: vale a dire che la sottomissione degli animali all’uomo, evidente negli spettacoli circensi, l’esibizione di fruste, le immagini di animali esotici ridotti ad obbedire come soldatini agli ordini del padrone, in un fracasso per loro inaccettabile di suoni e urla, è assolutamente e indiscutibilmente antieducativo.
L’educazione deve avere alla propria base prima di ogni altro elemento il rispetto per l’altro, tanto più doveroso quanto l’altro è più debole, non in grado di ribellarsi.
E non è certo un caso se, oltre un secolo, fa deputati italiani quali Giuseppe Zanardelli e Filippo Torrigiani si esprimevano con chiarezza sui rischi che l’esposizione alle crudeltà sugli animali comportava per l’educazione e ritenevano di conseguenza da premiare gli insegnanti attenti ad un’istruzione che tenesse conto della necessità di proteggere gli animali.

Oltre un secolo dopo siamo noi psicologi ad esprimerci nella stessa direzione: in allegato Le inoltro un documento, da me scritto e sottoscritto da oltre 650 colleghi, tra cui grandi personalità della cultura psicologica contemporanea, che affermano le valenze antipedagogiche di spettacoli quali circhi, zoo, sagre che utilizzino gli animali, in quanto portatori di una cultura antitetica a quella dell’empatia.
Mi auguro davvero che gli incresciosi fatti di questi giorni siano da stimolo a rivolgere l’attenzione alla necessità, da tanto e da tanti sostenuta, di porre finalmente fine all’abuso degli animali nei circhi, sulla scia di quanto altri paesi, in Europa e fuori, hanno già deciso, nel rifiuto di avere un posto da retroguardia in questa che è una battaglia di civiltà : nell’interesse degli animali e degli umani.
La ringrazio per l’attenzione e resto a disposizione per ogni eventuale chiarimento.  

Dr. Annamaria Manzoni

(NdR) Annamaria Manzoni, psicologa, psicoterapeuta, grafoanalista, accreditata presso l’Ordine degli Psicologi della Lombardia come psicologa Clinica e dell’Età Evolutiva e in Psicologia Giuridica, ha collaborato per anni con il Tribunale per i Minorenni di Milano ed è attualmente consulente presso il Tribunale di Monza. Ha pubblicato diversi articoli professionali inerenti le problematiche psicologiche del rapporto uomo-animali. Ha pubblicato inoltre due saggi che affrontano dal punto di vista psicologico il tema della violenza sugli animali: Noi abbiamo un sogno, Bompiani 2006 e In direzione contraria, Sonda 2009. Il suo ultimo lavoro è Tra cuccioli ci si intende-bambini e animali (Graphe edizioni, 2014). E’ promotrice di un documento, sottoscritto da oltre 600 psicologi, sulle valenze antieducative e antipedagogiche di spettacoli e contesti che usano gli animali, quali zoo, circhi, sagre.

domenica 13 aprile 2014

Lettera aperta a Mons.Giuseppe Pellegrini,Vescovo della diocesi di Concordia-Pordenone

domenica 30 marzo 2014
attimi dell'aggressione ad opera dei circensi


Ci rivolgiamo a Lei, Mons. Giuseppe Pellegrini, in merito all'articolo apparso nei giorni scorsi sulla stampa locale nel quale il Sig. Sandro Sandrin (presidente di "Euro '92 Eventi" e referente della libreria Vaticana in città) si fa in un certo senso portavoce dell’approccio della Chiesa al mondo dei circensi (e del rapporto con esso instaurato, se di rapporto si può parlare).
Considerata la vicinanza del Sig. Sandrin agli ambienti ecclesiastici che Ella rappresenta, riterremmo utile e quanto meno doveroso un Suo chiarimento non tanto sulle iniziative e le richieste avanzate dal Sig. Sandrin nell'articolo in oggetto, bensì su come e in quale misura tale intervento possa porsi in linea con i valori fondanti della cristianità, dal momento che non vi si ravvisa parola alcuna a condanna della violenza- brutale e gratuita- di cui cinque persone (tre ragazze e due ragazzi) sono stati oggetto domenica 30 marzo.

Al di là delle posizioni della Chiesa sulla questione dell’utilizzo degli animali nei circhi (che prescindono dal contesto specifico e meriterebbero un approfondimento a parte), ciò che ci preme sottolineare in questa missiva è la totale e algida indifferenza dimostrata dal Sig. Sandrin nei riguardi di questo deprecabile atto di violenza, perpetrato da alcuni "artisti" del Circo di Viviana Orfei ai danni di cinque ragazzi che-lo vogliamo ribadire con chiarezza- hanno vissuto un'esperienza che sarà difficile dimenticare. 

Non vogliamo davvero pensare che la Chiesa che Ella rappresenta nella nostra comunità possa, alla luce dei fatti accaduti domenica 30 marzo, avallare le imbarazzanti dichiarazioni del Sig. Sandrin.
Non smetteremo mai di credere che la violenza vada sempre e comunque condannata-mai giustificata né supportata- tanto più quando essa è gratuita ed indirizzata verso donne e persone inermi.

In merito alle dichiarazioni del Sig. Sandrin ci preme sottolineare che chi ha preso parte alla manifestazione di protesta contro l'attendamento del circo con animali a Pordenone nulla ha a che fare con quanto da lui insinuato; le riteniamo illazioni ingenerose di chi, ancora una volta, si prende la libertà di trarre facili conclusioni su fatti cui non ha assistito, basandosi su preconcetti e su dei "sentito dire" motivati esclusivamente da un ingiustificato livore nei riguardi di chi si adopera quotidianamente per i diritti degli animali, ultimi fra gli ultimi.

Il fatto che nessuno dei circensi sia dovuto ricorrere alle cure dei sanitari, unito al fatto che a fronte di cinque attivisti feriti vi siano sei circensi denunciati, sono elementi a nostro avviso sufficienti a fugare ogni dubbio su dove alberghi la violenza e su come si sia svolta l'aggressione di domenica 30 marzo.

Ci auguriamo che Ella voglia-a differenza del Signor Sandrin- esprimere solidarietà verso chi ha subito questo pestaggio e non verso chi se ne è reso vergognosamente responsabile; si tratterebbe di una giusta e doverosa presa di distanza da posizioni che ci paiono inaccettabili in una cornice di valori cristiani.

Animalisti FVG