sabato 21 maggio 2011

RAPPORTI SOCIALI MIGLIORI CON L'EDUCAZIONE DEL CANE - INTERVISTA AL PROFESSOR ROBERTO MARCHESINI




Non è più sufficiente l’addestramento tradizionale nella società moderna

RAPPORTI SOCIALI MIGLIORI 
CON L'EDUCAZIONE DEL CANE

Intervista al Prof. Roberto Marchesini
 Direttore Scuola di Interazione Uomo-Animale


Sempre più si sente parlare di educazione del cane ma in cosa si differenzia dal tradizionale addestramento?


L'educazione sociale del cane rappresenta oggi l'esigenza più sentita da parte dei proprietari che non sono più interessati all'addestramento tradizionale, vale a dire la costruzione di prestazioni come la guardia o la difesa, ma chiedono di poter convivere col proprio cane in una condizione di piena serenità relazionale e di buona integrazione nell'ambito pubblico. Le persone vogliono potersi sentire sicure quando portano il cane al parco, quando passeggiano nelle strade affollate di una città, entrando in un bar o in un ristorante, sui mezzi pubblici come in albergo. Per vivere la propria relazione con il cane a 360 gradi è necessario preoccuparsi di educare il cane alla relazione sociale, per far sì che si sappia integrare nel contesto cittadino e sappia inserirsi positivamente in tutte le situazioni di interazione sociale. Il cane ha tutti i requisiti per poter vivere accanto all'uomo nelle situazioni più differenti e tuttavia questa cittadinanza va costruita attraverso un apprendistato educativo appositamente studiato.


Per quale motivo oggi si è presentato tale bisogno?


La metropoli contemporanea presenta connotati non sempre facili: il condominio forza la capacità di convivenza attraverso strettissime condivisioni di spazi, la presenza di altri cani vicini può sollecitare risposte come l'abbaio o la marcatura, le strade affollate di uomini, cani e automobili chiedono un robusto autocontrollo, la passeggiata rischia di trasformarsi in una costante condotta. A questo aggiungasi due fattori estremamente critici: 1) le persone manifestano una sempre maggiore ignoranza sul modo corretto di interagire col cane; 2) parallelamente si registra una crescente tendenza ad approcciare la presenza degli animali come moda e quindi con superficialità e spontaneismo. Per tale motivo un lavoro che in questo periodo di crisi lavorativa sta al contrario conoscendo un incredibile trend positivo di crescita è proprio quello di educatore cinofilo ovvero di consulente di relazione capace di favorire l'inserimento del cane all'interno della famiglia e nel consesso pubblico.


Ma come fare per favorire nel cane una buona disposizione sociale?


Per promuovere la prosocialità del quattrozampe occorre non perdere tempo e agire fin dai primi momenti di vita. Il cane deve considerare gli individui del mondo esterno - siano persone o altri cani - come amici da incontrare e non come nemici con cui scontrarsi. Il cane è per natura portato alla partecipazione sociale: per lui incontrare, approcciare, interagire con gli altri ha un fascino irresistibile. La relazione sociale d'altro canto richiede due qualità di base per trasformarsi in integrazione ovvero in tendenza a porsi in modo coesivo e non conflittuale nelle situazioni di interazione: 
1) la socializzazione, vale a dire la capacità di comprendere gli altri e di saper interagire con loro
2) la socievolezza, vale a dire il desiderio, la propensione e il piacere di incontrare gli altri in un clima pacificato. Non è un problema di razza ma di educazione: il cucciolo deve fare tanto apprendistato sociale e ovviamente vivere esperienze positive. Per questo l'affiancamento di un consulente educativo nei primi mesi dopo l'adozione è fondamentale per costruire il carattere prosociale del cane.



Roberto Marchesini, studioso di scienze biologiche e di epistemologia, scrittore e saggista, ha pubblicato numerosi articoli e ricerche sul rapporto uomo/animale e sulle applicazioni didattiche, consulenziali e assistenziali della relazione con l’animale. Presidente della Società italiana di Scienze Comportamentali Applicate e direttore della Scuola di Interazione Uomo Animale, insegna Scienze Comportamentali Applicate in alcuni atenei italiani.


Tra i saggi pubblicati: Il concetto di soglia (Theoria, 1996), La fabbrica delle chimere (Bollati Boringhieri, 1999), Bioetica e scienze veterinarie (ESI, 2000), Lineamenti di zooantropologia (Edagricole-Calderini, 2000), Post-human (Bollati Boringhieri, 2002), Imparare a conoscere i nostri amici animali. Guida per insegnanti (Giunti, 2003), Nuove prospettive nelle attività e terapie assistite dagli animali (Edizioni Scivac, 2004), Canone di Zooantropologia Applicata (Apeiron, 2004), Fondamenti di Zooantropologia. Zooantropologia applicata (Alberto Perdisa Editore, 2005).





lunedì 9 maggio 2011

SPETTACOLO TEATRALE "LETTERE A MORRICONE"









Animalisti FVG
Presenta:

"Lettere a Morricone"
una selezione delle “lettere al Maestro” tratte dal romanzo “Aiutami” di Paolo Grugni.
“Si parla al vento, la parola non crea forme. E visto che la parola non può dare forma alla ragione, l’azione è l’unica cosa possibile per non rimanere deformi”


I pensieri in rima baciata rivolti al Maestro Ennio Morricone in occasione del suo ottantesimo compleanno, il 10 novembre 2008, sono l’espediente per raccontare i tanti modi con cui l'uomo abusa degli animali, ne viola i diritti, i sentimenti, la vita. Una denuncia all'antropocentrismo imperante che passa sopra alle tante crudeltà perpetrate ai danni di chi non si può difendere.
La scenografia è minima e i riflettori sono puntati sull'abilità degli attori. Una messa in scena intensa e commovente.


Attori: Doriana Lovato, Federica Marocci, Francesca D’Angelo, Giacomo Forato, Gino Favrin, Giuseppe Cusin, Isabella Micarelli; Marco Piscitello, Paola Brusadin, Sonia Bomben, Giacomo Bisceglie
Musicisti: Luca Grizzo, Roberto Vignandel, Nicola Venturuzzo
Regia: Alessandra Cusinato




video della replica di sabato 7 maggio a Mestre (Circolo Fuori Posto) 
organizzata dal gruppo Veganzi








martedì 3 maggio 2011

"LETTERE A MORRICONE", L'ANIMALISMO A TEATRO



"Lettere a Morricone"
una selezione delle “lettere al Maestro” tratte dal romanzo “Aiutami” di Paolo Grugni.
Si parla al vento, la parola non crea forme. E visto che la parola non può dare forma alla ragione, l’azione è l’unica cosa possibile per non rimanere deformi”


I pensieri in rima baciata rivolti al Maestro Ennio Morricone in occasione del suo ottantesimo compleanno, il 10 novembre 2008, sono l’espediente per raccontare i tanti modi con cui l'uomo abusa degli animali, ne viola i diritti, i sentimenti, la vita. Una denuncia all'antropocentrismo imperante che passa sopra alle tante crudeltà perpetrate ai danni di chi non si può difendere.
La scenografia è minima e i riflettori sono puntati sull'abilità degli attori. Una messa in scena intensa e commovente.


Ideatrice e regista è Alessandra Cusinato, attrice ed esperta didatta teatrale, coadiuvata dai musicisti Luca Grizzo e Roberto Vignandel.
L'allestimento è liberamente ispirato al romanzo “Aiutami” di Paolo Grugni, che affronta con intensità temi vicini al mondo animalista, in due registri narrativi: il racconto e le lettere che il protagonista immagina di scrivere al maestro Ennio Morricone, suo idolo, analizzando i tanti modi in cui l'uomo abusa da sempre degli animali. “Noi ci siamo liberamente ispirati a queste lettere – spiega Alessandra Cusinato- per realizzare diversi quadri scenici, utilizzando diverse tecniche teatrali”.
“Tra le personalità del mondo dello spettacolo che si battono per i diritti animali abbiamo scelto Morrisey – aggiunge – che con gli Smiths scrisse la canzone “Meat is Murder” (la carne è assassinio), messa in scena grazie al contributo di Nicola Venturuzzo alla chitarra.


Il risultato di questo lavoro è una rappresentazione intensa, coivolgente e commovente, che arriva dritta al cuore dello spettatore.


Dopo il successo del debutto all'ex Convento di San Francesco a Pordenone lo scorso 10 ottobre, “Lettere a Morricone” arriva a Mestre, grazie al gruppo Veganzi

Lo spettacolo andrà in scena sabato 7 maggio alle 21  presso il Circolo Fuori Posto, Via Felisati 70, Mestre (VE)


Obbligo di prenotazione al 339.1263842
COSTO 7 EURO  (comprensivo del tesseramento)
PER ACCEDERE AL FUORI POSTO E' NECESSARIO TESSERARSI
PER MAGGIORI INFO, CONTATTARE veganzi@libero.it


Attori: Doriana Lovato, Federica Marocci, Francesca D’Angelo, Giacomo Forato, Gino Favrin, Giuseppe Cusin, Isabella Nicarelli; Marco Piscitello, Paola Brusadin, Sonia Bomben
Musicisti: Luca Grizzo, Roberto Vignandel, Nicola Venturuzzo
Regia: Alessandra Cusinato


Chi fosse interessato a ospitare una rappresentazione di “Lettere a Morricone” nella propria città può contattare la regista Alessandra Cusinato:   aleuli@vodafone.it

lunedì 2 maggio 2011

UN MURALE ANIMALISTA A PORDENONE





Un murale animalista a Pordenone: questo è il progetto che siamo riusciti a realizzare in Via Prasecco, sulla parete della palestra adiacente al Polo Universitario cittadino.

Il Comune di Pordenone ha acconsentito all'esecuzione dell'opera, autofinanziata da Animalisti FVG e realizzata da Denis Francescutti e Daniela Morello.

L'idea iniziale prevedeva il coinvolgimento dell'Istituto d'Arte di Cordenons, che avrebbe portato alla realizzazione di un murale ancora più grande (a ricoprire l'intera parete della palestra, 81 mq). 
Dopo estenuante trattativa l'Istituto ha bocciato il progetto (per altro molto interessante e ben articolato), bocciatura di cui aspettiamo ancora (dopo tre mesi) una formalizzazione scritta.


Tutto questo non ci ha però scoraggiati, siamo infatti riusciti comunque, contando solo sulle nostre risorse, a realizzare il piccolo murale che vedete nel video. 


Il murale si ispira a una celebre immagine che raffigura lo sguardo di un uomo di colore, di un animale e di una donna.
Abbiamo voluto rappresentare simbolicamente il parallelismo tra razzismo, specismo e sessismo: tre forme di discriminazione che, pur non essendo sovrapponibili, sono legate l'una all'altra storicamente. La discriminazione in base al sesso o alla razza (termine impropriamente applicato alla specie umana) non sono un residuo arcaico del passato bensì, occorre prenderne atto, dei tratti che appartengono intrinsecamente alla modernità. Lo stesso avviene nel caso dello specismo (discriminazione in base all'appartenenza di specie), concetto spesso ignorato o non compreso.
Specismo è un termine coniato dallo psicologo inglese Richard Ryder per descrivere la pratica discriminatoria dettata dalla diffusa convinzione antropocentrica che gli esseri umani godano di uno status morale superiore e che quindi debbano godere di maggiori diritti rispetto agli altri animali. L'intento di Ryder è quello di porre in evidenza le analogie fra lo specismo, il razzismo e il sessismo, dimostrando che le motivazioni filosofiche per condannare queste posizioni sono identiche.
Il filosofo australiano Peter Singer ha definito lo specismo come: «Un pregiudizio o atteggiamento di prevenzione a favore degli interessi dei membri della propria specie e a sfavore di quelli dei membri di altre specie» (Liberazione animale, 1975).
«Il razzista viola il principio di eguaglianza attribuendo maggior peso agli interessi dei membri della sua razza qualora si verifichi un conflitto tra gli interessi di questi ultimi e quelli dei membri di un’altra razza. Il sessista viola il principio di eguaglianza favorendo gli interessi del proprio sesso. Analogamente, lo specista permette che gli interessi della sua specie prevalgano su interessi superiori dei membri di altre specie. Lo schema è lo stesso in ciascun caso» (Peter Singer)

Le analogie fra razzismo sessismo e specismo conducono a una riflessione importante: il principio di uguaglianza deve divenire un principio universale.
Il che non significa che gli animali, umani e non-umani, debbano essere trattati allo stesso modo, ma che la stessa quantità di sofferenza ha lo stesso valore e quindi deve pesare in modo eguale, qualunque sia l'essere che la sperimenta. 

Tutti gli animali (umani e non umani) sono uguali, perché tutti sono capaci di avere interessi: per esempio, l'interesse a evitare il dolore, a sviluppare le proprie capacità, a soddisfare i bisogni primari di cibo e di riparo, a godere di rapporti amichevoli e di amore con gli altri, ad essere liberi di realizzare i propri progetti senza interferenze non necessarie da parte di altri. Singer è fermamente convinto che solo un principio morale di questo tipo possa consentire di definire una forma di eguaglianza che abbracci tutti gli uomini con tutte le loro differenze, ma anche che questo principio debba conseguentemente essere esteso anche alle altre specie.

Con questo murale antispecista abbiamo voluto, a nostro modo, veicolare un messaggio importante: quello del rispetto e dell'uguale considerazione nei riguardi di tutti gli esseri viventi, umani e non umani.  



Un grazie particolare ad Alessandra e Gigi, che hanno prestato il loro tempo e il loro entusiasmo a questa causa, a Tiziana ed Enrico per il supporto morale (e non solo) e un grazie speciale a Denis e Daniela per la realizzazione del murale.